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STORIE E RACCONTI EROTICI

VIETATI AI  MINORI DI 18 ANNI

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LA DEGERAZIONE DI UNA MOGLIE FEDELE 

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VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI

 

DGENERAZIONE DI UNA MOGLIE FEDELE.

 

NOTE:

 

Adesca la sua mente e avrai il suo corpo. Trova la sua anima e farà quello che vorrai.”

Anonimo.

 

 

Cap. 23 – ADESCATI

 

Quella sera Lea dopo aver lasciato i ragazzi davanti all’abitazione, tornò al night e tutta contenta informò Rocco: “Indovina dove sono stata?” Gli disse sorridendo divertita. Lui, appoggiato al bancone del bar con il bicchiere in mano e nell’altra la sua sigaretta elettronica le rispose:” A controllare le ragazze sul viale?!”

“No!” Ribatté Lea sempre più esultante:” Sono stata a prendere Federico il figlio di Roberta, insieme alla sua fidanzatina al Mediolanum foro di Assago ...” E gli raccontò l'avvenimento per poi precisare: “Lei è davvero bellina, una ragazzina pulita, dolce ed educata, da trasformare come una delle nostre, che potrà farci guadagnare parecchi soldi se riusciamo a corromperla e a introdurla nel nostro ambiente.”

“Pensi di riuscirci?” Chiese Rocco interessato sorseggiando il suo whisky.

“Credo di sì, ci vorrà un po' di tempo, ma sono certa che con qualche espediente che ho già in mente e ingannandola, di riuscire a farla cadere nella nostra trappola come è già successo ad altre giovinette che abbiamo adescato con il miraggio dello spettacolo. “Aggiungendo facendosi servire un bicchiere con del whisky dal barman anche lei sorseggiandolo:” Le ho già parlato, lei, come tutte le ragazzine della sua età è entusiasta di provare ad entrare nel mondo dello spettacolo, fatto di specchi e lustrini. Le ho detto che io ci lavoro in quell’ambiente e faccio l’agente procacciatrice di nuovi talenti.”

 Rocco la guardò curioso chiedendo: “Sai già come fare?”.                                                                       “Proverò come ho già fatto con altre. Ho già una mezza idea di introdurla nel nostro ambiente tramite una finta scuola di recitazione e ballo. Come tutte le ragazzine non vede l’ora di provare a ballare, cantare e fare l’attrice. Fingerò di tenere delle lezioni pomeridiane qui nel locale visto che intanto al pomeriggio il night è chiuso al pubblico; e sarà il nostro regista hard che ci produce i video porno dall’altra parte del locale a farle da insegnante, lo istruirò bene che dovrà sembrare tutto vero e naturale, un vero regista televisivo.” E rise sorseggiando. Fece una pausa e proseguì:” Intanto impronterò una squadra di nostre giovani per fargli credere che sia tutto vero e naturale.” Dichiarò con voce chiara sicura di sé. E Rocco domandò ancora: “Hai già in mente chi? “

“Si! I figli di Sanda la rumena e Alaba la nigeriana che battono per noi e due delle nostre ragazze giovani, Roxana e Irina che la circuiranno. Sembrerà un corso di recitazione vero, tipo "saranno famosi" o "amici" come alla tv, soltanto che qui con noi non imparerà a recitare cantare e ballare per fare la showgirl, ma imparerà le basi per diventare una entraîneuse, una puttanella e attricetta porno. “Affermò divertita.

“E lui, il ragazzo? Il figlio di Roberta? “Domandò Rocco.

“Oh ...!! Lui mi sembra un mammone, un ingenuo, gli metterò Irina alle costole, farò in modo di fare ingelosire la sua fidanzatina Valentina e farli litigare, cercherò di farlo innamorare di Irina, anche se mi sembra troppo bello per essere maschio, mi pare un po' effeminato, un finocchietto, poco virile. Potremmo farlo diventare anche una femminuccia…” E rise sorseggiando e rirendendo il discorso. “Come ti ho detto è molto bello di viso come la mamma, senza barba e penso senza peli nel corpo, per me è troppo bello per essere un maschio vigoroso. Ha i capelli castani e li porta un po' lunghi e anche lui ha dei modi di fare dolci, delicati ed educati, poco mascolini e più femminili. È completamente diverso dai ragazzi che conosciamo che pensano solo alla figa, e credo non sia portato a diventare come i nostri Dracu e Oluwo. A lui un giorno mentre la sua fidanzatina lavorerà per noi qui o sulla strada, gli faremo fare il cameriere come suo padre …!” Esclamò ridendo divertita della sua stessa battuta.

“Si, ma stai attenta! Fai in modo che quello che avviene sia tutto naturale, senza forzature, non voglio denunce ...o litigare con Roberta e suo padre, deve apparire che sia lui che vuole essere così.” Disse preoccupato Rocco, aggiungendo:” E tienimi informato sugli sviluppi.”

“Stai tranquillo, farò in modo che sia lei e lui poi a cercare noi, da domani pomeriggio inizierò la loro conversione, domattina cercherò i ragazzi e il regista e gli preparerò su cosa fare e cosa dire ...”   

La mattina dopo alle nove, molto presto per lei e le ragazze, abituate ad andare a dormire tardissimo e alzarsi a mezzogiorno, dopo un giro di chiamate al cellulare, si trovarono nel night mentre gli inservienti mettevano in ordine e pulivano il locale. C’era Paolo il regista, un umo sulla cinquantina che girava i video porno insieme a una rumena anche lei regista per Rocco e Lea, in una delle stanze di quella parte del night proibita ai più, dove si praticava la perversione in stanze a tema; e dov’era già passata come molte altre donne e ragazze compresa Roberta, la mamma di Federico. Paolo non era alto, capelli tinti scuri e stempiato, con un po' di pancia. Da giovane aveva lavorato in qualche film di serie B come assistente alla regia, poi in qualche tv privata, ma per il bere e il vizio del gioco aveva finito con il litigare con tutti e per l'insolvenza dei debiti di gioco accumulati finì in carcere, dove conobbe Rocco. E una volta fuori iniziò a girare video hard per lui, che immetteva nel mercato clandestino su dvd o servivano per ricattare qualche cliente che vi partecipava senza sapere di essere ripreso o la stessa protagonista per renderla loro sottomessa, soprattutto a lui. Ma era bravo e capace come regista e sapeva fare il suo lavoro e Lea quella mattina lo istruì bene dicendogli con un sorriso perfido: “Dovrai fingere di insegnare a tutte e due le basi della recitazione e vedrai che dopo tutti i passaggi che farai lei diventerà una tua attricetta hard.” Lui sorrise assieme a lei, sua complice, sapeva cosa significava far diventare attricetta quella ragazzina.

Vicino a lui, i due ragazzi li seduti, anche loro assonnati erano Dracu il rumeno e Aluwo detto Alù, un ragazzo nigeriano...che erano già esperti di questi giochi e inganni.

“Quanti anni hanno?” Chiese Rocco quella mattina arrivato in quel momento, avvicinandosi a Lea salutato con riguardo dai presenti.

“Diciotto...” Rispose Lea:” ... anche se Dracu come questa Valentina ne dimostrano meno di quello che hanno realmente, ma ho controllato i documenti, sono tutti maggiorenni compreso Federico e Valentina...” Poi rivolgendosi sul suo lato destro esclamò: “Queste sono le due nostre ragazze che ho individuato, una è Roxana e l’altra Irina che battono in corso Sempione, anche loro giovani e belle ma Federico e Valentina non sanno che sono nostre prostitute.” Quella chiacchierata mattutina con Rocco finì lì e dopo aver spiegato a tutti bene il loro ruolo e il loro compito, si salutarono dandosi appuntamento nel pomeriggio.

Alle 14.30 di quel pomeriggio, Lea come d’accordo dalla sera precedente li andò a prendere, c’erano tutte e due che aspettavano davanti al bar del luogo di appuntamento. Lea era accompagnata come sempre da una delle sue ragazze che guidava il suv. Quando si fermarono sul bordo del marciapiede, aprirono le portiere dietro senza scendere dall’auto, la prima a salire nella sua freschezza fu Valentina che esclamò: “Buongiorno signora Lea!”

“Buongiorno bellina! “Rispose lei:” Come sei carina alla luce del giorno!”

Grazie si schernì Valentina e dietro di lei salì subito Federico:” Buongiorno!” Disse anche lui. “Buongiorno!” Rispose Lea che rivolgendosi a Valentina aggiunse: “Ti dispiace se ti chiamo bellina invece di Valentina?” Le chiese girandosi con il busto di lato sullo schienale del sedile a parlare con lei, con il braccio a cavallo sotto l’ascella dello schienale.

“No!” Rispose lei sorridente.

“Ma sai! Sei così bella, fresca e giovane che quello dovrebbe essere il tuo nome.” Valentina sorrise ancora e poi si avvicinò appoggiando la testa sulla spalla di Federico il suo fidanzatino. Aveva un sorriso delizioso e una risatina dolce, spontanea e sincera che le si apriva ogni volta che parlava mostrando la sua dentatura regolare, bianca e perfetta. Il suo profumo era gradevole, giovanile, fresco e coinvolgente, di una fragranza molto buona che penetrava nelle narici inebriando. Come molte giovani ragazze era di carattere allegro e spensierato, curiosa, educata e impaziente, a volte esuberante nel parlare a volte silenziosa e taciturna. E mentre si avviavano con l’auto verso il night chiacchierando, Lea si raccomandò ancora di non dire nulla ai genitori.

“No.…no ...stia tranquilla signora Lea!” Esclamò Valentina con un sorriso ingenuo: “Sapete! ...I genitori sono sempre contrari a queste cose, ma per voi questa può essere l’occasione per cambiare radicalmente la vostra vita e diventare qualcuno!” Disse perfida.

Valentina sempre entusiasta sorrise di più. “Grazie della possibilità che ci dà di sperimentare lo spettacolo signora Lea.” Rispose sincera.

“Oh no! ...Non devi ringraziarmi bellina, sono felicissima di poterti introdurre nel mio ambiente di lavoro, nel mondo dello spettacolo e del cinema e cambiare il tuo e vostro futuro, la vostra vita. “Aggiunse sorridente con occhi materni celando dietro e dentro di essi l’essere spregevole che era. E iniziò a spiegare sempre girata con il tronco di lato verso loro, il volto indietro e il braccio appoggiato oltre lo schienale mentre la sua ragazza-prostituta guidava. “Nel locale ci saranno altre due coppie giovani come voi che inizieranno a fare questo mini e breve corso con voi, e il regista che in questo primo incontro vi spiegherà le basi dello spettacolo e della recitazione.” Fece una pausa e riprese. “Nello spettacolo bisogna sapere fare un po' di tutto, recitare, cantare, esibirsi. Essere maliziosi, soprattutto le donne, mostrarsi se sono belle, affinché i loro corpi siano ammirati dagli spettatori ...ma vedrete che vi spiegherà bene lui assieme agli altri ragazzi. Se poi vedrò che avete le qualità che penso, se vorrete io potrei diventare la vostra manager, procurarvi serate e incontri, apparizioni in show televisivi su reti private o farvi fare video clips, e guadagnereste molto. Naturalmente come tutte le altre ragazze che lavorano con me dovreste darmi fotocopia dei documenti e firmare un contrattino, una formalità ...ma se vorrete ne parleremo in seguito.”

“Si certo!” Rispose Federico.

“A proposito quanti anni avete? “Chiese ancora. “Io diciannove appena compiuti...” Disse Federico, aggiungendo:” ...mentre Valentina diciotto anni compiuti cinque mesi fa!”

“Come sei giovane cara! “Disse Lea rivolta a Valentina:” Ma lo sai che ne dimostri meno, sembri proprio una ragazzina quindicenne, ma non ti preoccupare che con un po' di trucco sul viso ti facciamo crescere noi! “Esclamò ridendo, coinvolgendo anche loro nella risata, e risero tutti, pensando lei con perfidia tra sé e sé rivoltandosi in avanti:” Quindi sei maggiorenne e puoi firmare... bene!” 

Arrivati entrarono, all’oscuro che quel locale fosse il tempio del peccato e della perversione notturna, erano stupiti ed emozionati di essere per la prima volta in un locale simile e si guardavano attorno: “Là!! Là!! E là che dobbiamo andare!” Li incalzò Lea facendo segno con il dito al palco illuminato dove le ballerine alla sera si esibivano in spogliarelli e dove la madre di Federico era stata iniziata alla prostituzione.

Quella parte del night, la pedana, le sedie e le poltroncine, al pomeriggio su disposizione di Lea erano messe in modo da sembrare il locale trasformato in discoteca, con un soppalco, teatrino e faretti luminosi al centro. Sembrava tutto bello, un sogno, soprattutto per Valentina, le luci, la musica e imparare finalmente a recitare e danzare come le vere attrici e veline; e forse un giorno esibirsi anche lei su quel palco, con del pubblico vero che l’ammirava. “Lo stesso pensava Federico. Peccato che non conoscevano il tipo di clientela che lo frequentava e quale gente fosse quella che avevano attorno.

Seduti sulle poltroncine videro gli altri giovani come loro, tutti tra i 18 e i 20 anni anche se qualcuno ne mostrava meno come Valentina. Le due ragazze rumene, giovani e carine sedute vicino ai due ragazzi, parlavano un italiano che lasciava intuire la loro etnia. Gli occhi di Valentina girarono su di loro, erano ragazze carine, scosciate. A fianco quel giovane bianco rumeno che a pelle non gli piaceva e che lui la guardava insistentemente e poco più in là quell’altro ragazzo di colore, un negretto, anche lui non gli piaceva e lo guardò sorpresa e curiosa. Lea li presentò e si strinsero la mano dicendosi piacere e il loro nome, solo Oluwa precisò che potevano chiamarlo Olu come tutti e poi tornarono a sedere guardandosi con sorrisi di circostanza tra di loro. Dracu e Olu osservavano Valentina con occhi pieni di desiderio e perversità nascosta, la immaginavano nuda da possedere in tutta la sua bellezza, mentre le ragazze con sguardi accattivanti sorridevano a Federico imbarazzandolo.

Valentina era infastidita dall’eccessivo scrutarla di quei giovani che non erano del suo ambiente sociale e troppo diversi da lei per aspetto e cultura e dagli sguardi che facevano le due ragazze al suo Federico e questo la disagiava. Sia Dracu che Olu erano figli di prostitute che si vendevano per Rocco, continuando ancora a battere sulla strada e i viali delle periferie del milanese, e loro erano a conoscenza di quello che facevano le loro madri, ma non Valentina. Non conoscevano il padre, per loro il padre era Rocco a cui dovevano tutto. Lo stesso le ragazze, Roxana e Irina, che erano due giovane puttane dell’est portate in Italia con l’inganno da dei connazionali e dopo essere state abusate, segregate per mesi e poi vendute a Rocco, ne diventarono di sua proprietà e per paura di lui, facevano tutto quello che voleva e chiedeva e di conseguenza anche di Lea. Parlavano discretamente l’italiano, quel tanto da farsi capire e far intuire di dov’erano e per lui facevano le conigliette o l’entraîneuse nel locale notturno, accoppiandosi poi con i clienti.

I due ragazzi invece erano balordi, dediti ai furti in appartamento e auto, allo spaccio di sostanze stupefacenti leggere, danni contro il patrimonio e Dracu era stato in riformatorio anche per tentato abuso carnale a una ragazzina conosciuta davanti a una scuola che non voleva soggiacere con lui. Inoltre aveva indotto un’altra ragazzina della sua età, conosciuta in discoteca, a prostituirsi per lui, ma essendo allora essendo un minore, dopo pochi mesi di riformatorio fu rimesso in libertà con la condizionale, grazie ai buoni avvocati procuratogli da Rocco, ma continuando le loro attività illecite.

Ma in quel momento dovevano apparire ragazzi rispettabili, recitavano una parte, un ruolo di bravi ragazzi che esercitavano per Rocco, sotto lo sguardo attento di Lea e lo compivano bene. E così Federico e Valentina, si trovarono in quel gruppo a formare una dilettantesca compagnia di recitazione, ignari di cosa e chi fossero quelle persone che gli erano attorno e qual era in vero scopo su di essi, in particolare sulla bella Valentina.

Iniziarono la prima lezione e il registra fu bravo e coinvolgente, in quelle due ore pomeridiane attrasse la loro attenzione completamente, tanto da aumentare il loro entusiasmo, iniziando a parlare di mimica e scenica. Valentina pareva sempre più affascinata da quello che diceva e avrebbe dovuto fare seguendo il regista e tutto proseguiva nel rispetto e nell’educazione reciproca non dando adito a ciò che realmente intendeva fare Lea.

Continuarono nei giorni successivi e ogni pomeriggio l’incontro per quelle lezioni era diventato una abitudine piacevole ed esaltante. In quei pomeriggi che iniziavano ad essere assolati e caldi, sempre presi e accompagnati da Lea o qualche sua giovane rappresentante collaboratrice, entravano nella fresca penombra del locale, illuminato dalle luci artificiali e sotto i faretti del palco iniziarono a muovere i primi passi.

Dopo aver passato le prime lezioni parlando della parte teorica, a sciogliersi e a prendere confidenza con gli altri giovani, in quelle successive il regista passò a spiegare la parte pratica. A Valentina non piaceva come ragazzo Dracu, che aveva i capelli cortissimi e il viso irregolare nella forma e nei lineamenti, nemmeno il suo modo di vestire e atteggiarsi, non solo perché era extracomunitario rumeno anche se nato in Italia, ma proprio per i suoi modi di fare, di approcciarsi, guardarla. Provava una avversione a pelle per lui e ne aveva parlato anche con Federico che stupito le aveva chiesto: “Ma ti ha importunata? ... Ti ha detto qualcosa? Ti ha molestata? “  

“No…no ... questo no, ma non piace come mi guarda ...”

Federico sorrise. “Amore, non posso certo impedirgli di guardarti, sei bella e piaci ed è naturale che lo faccia, che ti guardi come lo fanno tutti.”

“Si, ma preferirei che lui non lo facesse… non mi piace come persona. Almeno Oluwa, quel negretto se ne sta tranquillo vicino a quella ragazza, che non so se sia la sua e detto tra noi io non so come lei faccia ad andare con uno di colore …. io non ci andrei mai...!!” Mormorò sottovoce all’orecchio di Federico.

“Ma amore tu non devi andare con nessuno, né con Dracu , né con Oluwa  ma solo con me!” Replicò Federico, aggiungendo e se a Irina piace andare con un ragazzo di colore sono fatti suoi a noi non interessa.”

“Certo! Certo! Dicevo per dire ...” Precisò subito. E la cosa finì lì come capriccio ed esternazione di intolleranza di Valentina.

I pomeriggi di lezioni seguirono su quel palco che alla sera vedeva ragazze nude poco più grandi di lei ballare, denudarsi e offrirsi ai clienti maturi, viscidi e bavosi. Un pomeriggio dopo una decina di giorni che ormai seguivano quelle false lezioni ed io e mia moglie ignari eravamo sempre tranquilli e felici su in Friuli, entrarono nel vivo dell’insegnamento e il regista gli spiegò: “Allora diciamo che …. sia che voi vogliate intraprendere la carriera da attore/attrice o che vogliate solo divertirti, nella mimica dei gesti e nei discorsi delle parole, può capitarvi di dover baciare il partner o spogliarvi mezzi nudi o anche nudi in una scena di recitazione e per i più timidi all’inizio ci sono le maschere da indossare le prime volte.” Poi proseguì: “Baciare qualcuno sul set e non solo sulle labbra, come il spogliarsi può accadere facilmente, capita sempre a interpretare dei personaggi.” Fece una pausa e li guardò negli occhi, soffermandosi su Valentina e Federico che tutti e due silenziosi ma anche curiosi ascoltavano e proseguì: “Può sembrare una situazione spiacevole baciare un altro partner che non sia il nostro ragazzo o ragazza, soprattutto se è la prima volta e non si conosce bene l’altra persona. Ma il segreto per riuscire a dare un bacio credibile su un set è di sentirsi a proprio agio, ovvero comprendere l’atmosfera della scena, del contesto e farlo rendendolo un gesto naturale. “

Valentina a quelle parole era visibilmente imbarazzata e lui rivolgendosi a lei chiese:” Tu saresti gelosa se il tuo ragazzo per recitazione baciasse un’altra ragazza?” Chiese. Lei restò un momento spiazzata, come smarrita e poi quasi balbettò: “Be’ dipende! Un po' sì! Lo sarei perché ci amiamo.”

“Certo, tutti saremmo gelosi se il nostro partner, fidanzata, moglie o marito lo farebbe come un tradimento volontario, ma se lo facesse come una scena di recitazione no! ...Non saremmo gelosi e non bisogna esserlo, perché fa parte del recitare, interpretare e impersonare qualcuna o qualcuno. Giusto!??” Esclamò guardandoli.

Imbarazzata e rossa in viso, con il suo sorriso bianco dai denti regolari e splendenti e i capelli chiari a fare cornice al viso, Valentina annuì con il capo anche se non convinta sotto gli sguardi degli altri ragazzi presenti che la osservavano. “

E per te penso che sia lo stesso vero Federico?” Disse alzando la voce. E anche lui annuì: “Si, se è un bacio scenico non bisogna essere gelosi!” Affermò.

 “Bene!” Proseguì il regista perfido: “Non è tradimento perché non c’è sentimento né passione né coinvolgimento nel darlo e nel riceverlo, ma soltanto interpretazione.” Poi rivolgendosi a Dracu facendo finta di nulla chiese: “Saresti geloso tu se nel girare delle scene sentimentali o passionali la tua ragazza Irina dovesse baciare un altro?”

“No!” Rispose lui con sicurezza guardando sia Roxana che Valentina.

“Bene!” Ripeté il regista e rivolgendosi a Federico domandò ancora:” E tu!?” Aggiungendo subito: “Naturalmente è solo per esigenze sceniche, niente di diretto e affettuoso …Tu! ..." Ripeté: “La baceresti un’altra ragazza se si dovesse girare uno spot dove ci sarebbe da dare un bacio passionale?”

“Si!” Rispose con un sorriso timido guardandosi attorno e gli occhi di Valentina che nonostante il motivo della recitazione attenti e gelosi lo squadravano seri." Ma solo per scena!" Pronunciò, osservandola. E poi il regista Paolo come stimolo ritornando ancora da lei le richiese: “E tu Valentina saresti gelosa se vedresti il tu ragazzo Federico baciare un’altra ragazza?” Li stava provocando, stava facendo uscire da dentro di loro quel perbenismo moralista e la gelosia.

“Be un po' si …!” Ripeté con un sorriso di circostanza stretto, solo di labbra per non passare per gelosa e antiquata. Aggiungendo ingenuamente:” Però se è per esigenze sceniche allora non mi adeguo anche se mi dispiace.”

"Bene!! Brava!! È così che dovete essere." Esclamò il regista:” Interpretative…” E allargando il discorso proseguì: “Ma non c’è niente di male nel farlo, nel baciare un altro. Nel mondo del cinema e della televisione è così, c’è la finzione, la fiction, si ci bacia, si recita nudi con un partner ma poi ritorna tutto come prima. A voi piacerebbe girare delle Clips, dei video, anche musicali o di spot pubblicitari? “Chiese guardandoli.

“Be si!” Disse Valentina pronta, seguita da Federico:” Certo!”

E il regista perfidamente gettando occhiate in fondo alla sala a Lea che da lontano assisteva e ascoltava tutto continuò: “Pensa Valentina, tu oltre che un bel volto hai le caratteristiche fisiche e potresti diventare davvero un’attrice, fare della televisione, sceneggiati, film.” Disse: “Lo stesso tu!” Esclamò verso Federico.

Gli stavano riempiendo la testa di stupidate, li stavano traviando, plagiando.

“Dai venite che proviamo!” Disse lui inaspettatamente facendo alzare Federico e Irina e subito dopo Valentina e Dracu. “Questa prima volta sarà un bacio soft solo labbra contro labbra! Tu prova a baciare questa ragazza!” Pronunciò a Federico, mettendole davanti la bella rumena Irina. “E tu prova a baciare il suo ragazzo!” Dichiarò a Valentina mettendole davanti Dracu e aggiungendo: “Ricordate che è solo un bacio scenico, recitativo.”  Li stava traviando e continuava a parlare confondendoli di parole. “Vedrete che tra qualche settimana faremo dei bei video ...” Gli disse e rivolgendosi a Federico aggiunse:” E tu sei pronto eventualmente a cambiare ruolo? “

“Come cambiare ruolo?” Rispose sorpreso e perplesso lui.

“Anche a vestirti da donna se occorresse, a recitare una parte femminile?”  Federico rise, guardando Valentina anche lei stupita dal ruolo ma sorridente e più per reazione che per convinzione alzò le spalle dicendo: “Si perché? ...”

“Perché può capitare anche di avere ruoli diversi e recitare nei panni dell’altro sesso che oggi va tanto di moda. Tu recitare personaggi femminili e lei, la tua fidanzata farlo in abiti maschili, in un ruolo opposto, come facevano gli antichi greci nelle tragedie antiche.

“Comunque, proseguì l'insegnamento.

“Bene! Ora proveremo, facendo un passo indietro e lasciando lo spazio al centro e la visione su di loro, i personaggi.” Valentina e Federico si guardarono negli occhi e vedendoli allarmati Paolo il regista precisò: “Non dico di baciarvi in bocca alla francese con la lingua dentro, ma un bacio sulla lebbra, sarà il primo passo di una disinibizione scenica, culturale e morale e un avvio di ulteriori passi per giungere al termine di questo breve corso di recitazione. “Fece una pausa e voltandosi verso Federico e Irina che erano uno di Fronte all’altro e li sollecitò: “Allora provate voi!” E fece un passo indietro mettendosi di lato. E mentre tutti guardavano Federico fermo e imbarazzato con lo sguardo di Valentina su di lui che lo fissava, lui imbranato non sapeva muoversi. Fu Irina a prendere l’iniziativa dopo ad aver lanciato un’occhiata d'intesa a Lea seminascosta in fondo alla sala, si avvicinò, le passò il braccio intorno al collo e appoggiò le labbra sulle sue tenendole ferme e premendo per parecchi secondi e gli diede un bacio, facendogli sentire la punta della lingua tra la rima dell’unione delle sue labbra. Sarebbe bastato spingere per entrare nella sua bocca e sentire il gusto della sua lingua. Le tenne un po' premute contro le sue, facendogli sentire il calore e il sapore, mentre paolo il regista le diceva dove mettere le mani durante il bacio,” La destra mettila sul sedere della ragazza, la sinistra tra le scapole e piegati leggermente di lato e baciala. Tu …” Continuò rivolgendosi alla ragazza, appoggia la mano sinistra sulla sua schiena e la destra sul collo, piegati leggermente indietro con il tronco e spingi in avanti il bacino e avvicinatevi, dovete essere quasi adesi. Sentirvi uno contro l’altro. Bene così bravi! Potete smettere…” Irina le staccò guardandolo negli occhi profondamente Federico, tanto da metterlo in imbarazzo e arrossire. Quando si staccarono Irina guardò Valentina con aria di sfida e vide i suoi occhi gelosi incrociare con il viso imbronciato il suo sguardo e sentirono la voce di Paolo il regista dire: “Bene ora provate voi!” Facendo cenno a Valentina e Dracu.

Lei si avvicinò imbarazzata Lì fece mettere bene di fronte, ma Valentina non aveva nessuna intenzione di baciare e farsi baciare da Dracu, un rumeno, e restò ferma e passiva. Lui cercando di prenderla di sorpresa e alla provvista, come Irina aveva fatto con Federico si spinse in avanti per baciarla, ma lei più svelta e pronta di lui non piacendogli, tirò indietro il capo accompagnato anche dal busto, facendolo arrivare solo a pochi centimetri e dare uno schiocco di bacio a vuoto. E si allontanò subito un passo indietro e Paolo il regista capendo la sua non disponibilità proseguì facendo finta di nulla, fingendo di dare ragione a lei del suo comportamento e della sua reazione contraria e ostile.

” No…non così Dracu, rispetta i tempi, non essere invasivo né precipitoso. Do io il via, il ciack…”

Lui risentito la scrutò con uno sguardo di rabbia e di rivendicazione, capendo che lei non voleva baciarlo.

“Bene!” Pronunciò la voce di Paolo il regista non forzando la situazione, e fingendo di guardare l’orologio disse:” Abbiamo poco tempo, il bacio lo riproverete la prossima volta… Ora parleremo di altre cose. “E il pomeriggio proseguì trattando altri argomenti.

Quando uscirono e furono soli la prima reazione di Valentina fu dire passandosi il fazzolettino sulle labbra e la lingua: Bleeeee!! Che schifo!!”                                                                                                                                                                                                                                                                                   " Ma se non ti ha neanche baciata, non ti ha toccata con le sue labbra !!" Esclamo Federico sorridente.                

"Beh mi fa schifo lo stesso che mi sia venuto tanto vicino, ho  sentito il  suo alito. Tu invece sì... tu hai baciato la rumena quella gatta morta, ho visto come ti ha stretto. " Rispose risentita, senza che lui imbarazzato potesse rispondere.

Tornati a casa della mamma di Federico assente per la sua maternità, Valentina gli teneva il muso e appena furono soli gli disse con un sussulto di gelosia: “Ti sei lasciato baciare da Irina!”

“Si ma era un bacio scenico...ha appoggiato soltanto le labbra.” Rispose.

“Non mi sembrava tanto scenico, anche tu sei restato appoggiato alle sue labbra per un po'!” Ribatte con un pizzico di gelosia.

“Ma no amore! È stata una scena finta.” Ribadì lui.

“Non mi sembrava, comunque stai attento con quella lì, perché se no la prossima volta io mi lascio baciare davvero da quel Dracu!”

“Ma dai amore! Sono baci scenici, non essere gelosa è stata solo recitazione, io amo te lo sai… “Esternò abbracciandola e stringendola a se baciandola in bocca con la lingua, entrambi eccitati, Federico per avere assaporato il gusto delle labbra di Irina e lei per essere scampata al pericolo ed essere stata solo sfiorata dalle labbra di Dracu , che non le piaceva ma la  eccitava.

“Ma poi perché non l’hai baciato?” Gli chiese Federico staccandosi dal loro bacio passionale. “Perché non mi va e non lo bacio...” Rispose.

“Ma allora che senso ha studiare recitazione se poi capita una scena con un bacio e non la vuoi fare??” Lei scrollò le spalle scocciata e non rispose. Restarono assieme un pò e poi Valentina tornò a casa.

Il pomeriggio seguente, il regista dopo aver spiegato mimica ed espressività e averli fatti provare a camminare e a gesticolare a tutti con gambe e braccia in modo coordinato e corretto esclamò: “Bene! Ora prima di chiudere questa sessione che è al termine proviamo un bacio vero, come quelli che si vedono nei film, più passionale e coinvolgente. Subito Valentina guardò Federico che le sorrise. Lui era felice di potersi baciare ancora con Irina che in fondo le piaceva anche se non lo faceva capire.

“Allora, ricapitolando ..."Disse il regista:"...sappiamo che bisogna comprendere la scena e leggere attentamente il copione per recitare a memoria, idem nell’esibirsi, l’improvvisazione è ammessa solo quando si va a ruota libera. Ora parliamo del bacio scenico, quello vero, e importante capire che ciò che accade nelle scene è solo interpretazione, fiction, ma deve essere emozionale per essere la scena stessa veritiera e credibile.”

Valentina ascoltava in silenzio con attenzione mentre lui spiegava.

“Bisogna comprendere le emozioni del proprio personaggio e le sue intenzioni nella scena del bacio. Dovete considerare che state interpretando il ruolo di una persona e quindi tenderete a nascondere le vostre emozioni per immedesimarvi in quelle del personaggio e il bacio è il momento in cui si esce dal proprio guscio e si entra in quello dell’altro, del personaggio. “Dichiarò volutamento continuando: "Ad esempio, se dovete interpretare il ruolo di prostituta ...bisogna che voi vi atteggiate e vi sentiate prostituta davvero, mentalmente e fisicamente. Capito!! “Esclamò guardandoli falsamente tutti in viso che annuivano.  

“Anche tu Valentina che l’altra volta con Dracu mi sembravi impacciata!”

“Si… sì…! Ho capito!” Rispose timida e agitata.

Lui proseguì: “Il compito del regista è assicurarsi che tutti gli attori sappiano esattamente come interpretare le loro parti e tutte le singole scene. Fatemi sapere se vi sentite in imbarazzo e perché, qual è il motivo in modo che io vi possa dare delle indicazioni su come sentirvi più a vostro agio. Comunque mantenete sempre una mentalità aperta e seguite le mie indicazioni che vi darò man mano che procederemo.”

Ci fu silenzio, sembrava tutto vero e regolare quello che diceva, un vero insegnamento di recitazione e sia Valentina che Federico ci credevano veramente. A quel punto il regista, come lo aveva istruito Lea, chiamò Federico e nuovamente la ragazza rumena biondina Irina, anche lei giovane e molto carina, appositamente per far ingelosire Valentina.

“Venite qui voi due! L’altra volta avete provato un bacio soft, ora proveremo la scena di un bacio vero, passionale e con partecipazione interpretativa. “

Federico era imbarazzato, avrebbe dovuto baciare quella ragazza che le piaceva davanti a Valentina la sua fidanzatina e sapeva che ne era gelosa anche se diceva no e non lo mostrava. Si alzarono e avvicinarono, e il regista mettendoli uno da una parte e l’altra dall’altra, con lui in mezzo a loro che li divideva, continuò a spiegare. “Ricordatevi che state recitando. “Ribadì, esortandoli: “Ora dovete darvi un bacio come se foste innamorati, marito e moglie.”                                                                                                                               Prese Federico e Irina per il braccio e li mise distante pochi centimetri uno di fronte all’altro dicendo: “E importante che vi immedesimate realmente nella parte e nell’atto che compite. Tu Federico fai conto di baciare la tua fidanzata Valentina e tu Irina il tuo ragazzo Dracu.” E mettendo le braccia di Irina sulle spalle e sulla schiena e quelle di Federico una tra le scapole e l’altra su un gluteo come ad abbracciarsi, li spinse uno contro l’altro.

Irina istruita a dovere da Lea era esperta, mentre Federico era ancora fermo e impacciato. Lei lo strinse e abbracciò subito al collo alzandosi in punta di piedi e con la mano sulla nuca lo porto verso il suo viso appoggiando le labbra sulle sue, spingendo la lingua dentro alla sua bocca iniziando a baciarlo. Mentre Valentina seduta davanti e poco distante da loro e in preda a una forma di astio interiore, imbronciata guardava.

Federico conoscendo la gelosia di Valentina restava fermo e si lasciava baciare: “Partecipa Federico!! Partecipa!!! “Esclamò il regista osservandoli girandogli attorno:” Abbracciala, stringila, non stare fermo come se fossi sull’attenti!” Gli urlò prendendogli le braccia e muovendo la mano sul gluteo pronunciò:” Stringilo, devi stringerlo come se la desiderassi e l’altra tra le scapole la spinse su alla nuca dicendogli:” Spingila verso te, devi baciarla con passione, pensare che sia la tua donna… Mentre Irina, una sulla schiena e l’altra messa sul fianco lo accarezzava.

“Brava Irina! E tu Federico devi far trasparire dai gesti, dall'abbraccio la tua trepidazione e passione per lei. Come sta facendo Irina con te!” Urlò quasi. Difatti Irina lo abbracciava e baciava con trasporto, strusciando il bacino contro il suo procurandogli l’erezione con il contatto del bacio, della lingua e dello strusciamento prolungato su il suo sesso.

“Non concentrarti solo sul bacio. “Gli diceva girandogli attorno Paolo il regista. “Devi possederla con il corpo, pensa a dove tieni le mani, con una accarezza le guance, la nuca e i capelli della tua partner e con l’altra sul sedere stringilo, spingilo verso te, accarezzalo. Pensate che sia una scena di un film, abbracciarla pure anche tu come fai con la tua ragazza. “ Lo incitò. E rivolgendosi alla coppia di Dracu e Valentina esclamò: “E mi raccomando voi due ...osservate e apprendete bene che poi toccherà a voi!”

Valentina si inscurì immediatamente in viso, preoccupandosi subito, portando il dito pollice in bocca tormentando con i denti l’unghia, mettendola dietro a essi per poi portarla in avanti facendola scoccare, per poi ripetere il gesto. A quelle parole fu impensierita non tanto dal bacio di Irina a Federico, ma pensando che anche lei avrebbe dovuto baciare Dracu che non gli piaceva e mal lo sopportava. Ma il regista continuò in quella sua falsa regia solo per ingannarli e corromperli. v

“Ora muovi le mani, accarezzala!” Lo esortò e Federico ormai eccitato dalla lingua in bocca di Irina che sapeva baciare molto bene al contrario di Valentina che era una principiante e di sesso e baci conosceva ben poco. Lui iniziò a baciarla e accarezzarla sui fianchi come le diceva il regista, partecipando e premendo il bacino contro lei, appoggiando in quell’approccio scenico la sua erezione a comprimere contro il sesso di Irina. Valentina rossa in viso e a disagio guardava con morsi di gelosia il suo fidanzato baciare quella ragazza rumena, che si strusciava con la figa contro il suo cazzo duro all’interno dei pantaloni. Con rabbia si guardò attorno incontrando lo sguardo di Dracu che le sorrideva, ma subito distolse lo sguardo, l’alternativa a lui era Oluwa, ma era di colore e non gli piaceva, le dava disgusto più di Dracu, che in confronto a lui era il male minore.

Quando Irina e Federico terminarono il bacio e si staccarono il regista esclamò:” Va bene! ...Va bene! Ma potete fare meglio, dovete farlo con più partecipazione e passione! “

L’insidia di Lea di portarli a compiere atti contrari alla loro morale e a tradirsi consenzientemente con la scusa della recitazione stava funzionando. “Ora proviamo con voi due. “Esclamò. “Tu Valentina e tu Dracu! Venite!”

A Valentina iniziò a battere forte il cuore fortissimo pensando: “Oh no! Con lui no...non voglio baciarlo. Non lo bacio! “Pensò d’istinto. Ma quel falso regista parlando, la spinse davanti a Dracu. “Su! … Provate a baciarvi voi e non fate come l’altra volta!” Esclamò semplicemente. E mentre Dracu si avvicinava, Valentina lo fermò con la mano:” No! Non mi sento di baciare lui, né tanto meno un altro.” Esclamò con avversione. Chiedendo: “Non posso farlo con il mio fidanzato? Baciare lui?”

Il regista che si aspettava una reazione del genere ed era preparato rispose:” No! Perché non ci sarebbe più l’interpretazione della recitazione.”

Dracu intanto la guardava con rabbia e desiderio, era pronto e lei ancora una volta lo rifiutava, ma questa volta facendolo esplicitamente. Non gli andava neanche solo per funzione scenica essere baciata da quel rumeno extracomunitario. Paolo il regista insistette con le buone.” Guarda che non c’è nulla di male, nessuno è malato e per un bacio non è mai morto nessuno, non è tradimento, l’ho spiegato, anche Federico il tuo fidanzato ha baciato Irina, ma se non vuoi va bene è inutile perdere tempo con te, finisci qua il corso di recitazione. Considerati espulsa.” Disse. Fu in quel momento che sentì la voce di Federico dire: “Bacialo tranquillamente Vale, è solo una finzione scenica, non sono geloso dai!” E sentendosi dire che era espulsa e a quelle parole Federico si sentì abbandonata da lui e voltandosi vide Irina seduta al suo fianco che la guardava sorridendo, scuotendo la testa come se provasse compassione per lei, ritenendola imbranata e ragazzina e allora lei per rivalsa si irrigidì e quasi senza pensare disse: “Va bene! ...Lo bacio!”

“Oh molto bene, vedi che sei una ragazza matura!” Asserì e la incitò Paolo con un sorriso. Dracu sorrise anche lui, soprattutto con gli occhi e il regista li avvicinò ancora. Lei guardò ancora Irina e Federico con sfida, facendole vedere che ora lei avrebbe baciato Dracu il suo ragazzo, ma non sapeva che non lo era, che era tutto un trucco, un inganno per circuirli.

“Allora mettetevi in posizione, mettete le braccia e le mani come vi ho spiegato…”

E Dracu non perse l’attimo, si avvicinò, le mise una mano tra le scapole verso la nuca e l’altra l’appoggiò sul suo gluteo sodo e arrotondato. Il regista prese quelle di Valentina e le appoggiò il braccio sopra la spalla e la sua mano piccola e curata con l’anellino di fidanzamento sulla nuca rasata. E l’altra sui lombi di Dracu.

“Ecco così siete in posizione…” Dichiarò:” … al mio via baciatevi.” Poi si mise di lato e pronunciò:” Via Ciack…”  

E subito Dracu abbracciandola improvvisamente la strinse a sé e la baciò portando le labbra sulle sue, aspirando il suo profumo dolce di ragazza per bene, una fragranza che era un misto di pelle pulita e ingenuità. Valentina d’istinto a sentire le sue labbra contro le sue cercò di indietreggiare e allontanarlo, ma oramai era stretta da lui. Chiuse gli occhi per estraniarsi da quell’atto ma sentiva la lingua di Dracu con forza spingere tra le sue labbra chiuse, battere contro i denti che teneva serrati per entrare. Ma lui esperto di queste resistenze, accarezzandole il collo portò il dito indice sotto l’orecchio, alla congiunzione della mandibola al cranio e premette forte. Valentina avvertì un dolore pungente e di riflesso lasciò andare la sua resistenza sui denti stretti aprendo per reazione la mandibola e quindi la bocca e lui con facilità introdusse la lingua iniziando a baciarla e limonarla; anche se lei pentita, non voleva più farlo. Nell’avvertirla entrare calda e viscida nella sua bocca come un serpente velenoso, Valentina si irrigidì e provò repulsione e piacere contemporaneamente e se ne vergognò. Avvertì la mano di Dracu stringerle con libidine il gluteo forte tra le dita e spingerle il bacino in avanti contro il suo sesso duro, eretto e voluminoso che dentro i pantaloni premeva forte con virilità contro la sua vulva, avvertendo inaspettatamente una vampata di calore e piacere sprigionarsi nella pelvi. Anche lei restava ferma, mentre Dracu lasciato il gluteo muoveva la mano sul suo corpo, sulla schiena e il fianco destro eccitandola meglio di come faceva Federico. E persa in quella sensazione di piacevolezza e repulsione sentì la voce del regista dire: “Su Valentina anche tu non fare la soldatina come Federico, non stare ferma con le braccia, abbraccialo e stringerlo!” E dicendo così il regista, prese il suo braccio destro e le portò la mano ad accarezzare sulla schiena di Dracu, tra le spalle. Poi le prese la sinistra appoggiandola sul suo sedere, spingendola come a tirarlo verso sé e sentire di più il suo cazzo duro premere sulla sua giovane vulva ormai bagnata.

Erano abbracciati e lui la baciava con la lingua in bocca, mentre lei non muoveva la sua.  In quel bacio e abbraccio stettero meno che Federico e Irina, ma fu molto più passionale e intenso sentire anche i loro sessi strusciarsi uno contro l’altro divisi soltanto dal tessuto.

“Bravi! Vedete come siete reali?  Brava Valentina, sei più brava di Irina, sembra vera la tua immedesimazione partecipazione al personaggio. E quando terminarono e si staccarono, tutti batterono le mani sorridendo.

Valentina era turbata e arrossata in viso in preda alla vergogna di quell’atto e di quel piacere involontario provato, prese aria, avendo in bocca il gusto della saliva di Dracu, calda e schiumosa e lo odiò ancora di più.

Si guardarono intensamente negli occhi, Dracu con malizia, perversione e sfida e lei a lui con vergogna, disgusto e disprezzo nonostante l’avesse baciata facendola sentire turbata e bagnata in vagina. Era sconvolta dall’aver provato piacere a sentirlo premere il sesso sulla sua vulva.

“Bene tornate pure a sedere!”  Esclamò il regista e fu la volta di Roxana e Oluwa. Ma lei non guardava la loro recitazione, osservava Federico che a sua volta la guardava. Per la prima volta si erano baciati con altri davanti a loro stessi, bocca a bocca con intreccio di lingue, e in un certo senso si erano traditi consensualmente anche se solo per scena e interpretazione e ne erano turbati, Valentina più di Federico.

Al termine di quella lezione quando uscirono e furono soli Valentina gli disse: “Fammi andare a casa a lavare i denti e fare cli sciacqui in bocca con il disinfettante.”

“Perché?” Chiese stupito Federico.

“Come perché mi ha baciato quel mezzo Rom!”

“Ma ti ha messo la lingua in bocca…dentro?” Chiese avendo potuto osservare dalla sua posizione a cerchio soltanto la nuca di Dracu.

Lei capì che non aveva visto e imbarazzata rispose: “No!” Mentendo e vergognandosi di sé stessa. “Avevo le labbra e i denti chiusi, comunque voglio disinfettarmi lo stesso.” Ripeté ridendo per mascherare il disgusto e l'odio che provava verso Dracu. Federico rise anche lui: “Secondo me esageri amore, addirittura disinfettarti la bocca …E poi come fai a dire che è mezzo Rom…”

“Come non lo vedi? …Come veste ... sembra uno zingaro, chissà da quant'è che non si lava.” “Maah!!” Esclamò Federico dubbioso secondo me esageri.

“E a te invece come ti ha baciato quella gatta morta di Irina? “Chiese con un po' di risentimento. Preso alla sprovvista mentì anche lui: “Come te lei a bocca aperta e io chiusa.” “Allora devi fare anche tu gli sciacqui!” Lo esortò ridendo: "E' una rumena anche lei..."

Si mentivano a vicenda per la prima volta.

Poi dopo una pausa di silenzio, Valentina mormorò: “Non mi va questa recitazione, pensavo che fosse diversa e invece…”

“Invece è così per tutti sai amore, per noi e per gli altri. Le attrici, veline … cosa credi che facciano? Sono ragazze e donne come te, alcune sposate con mariti e figli che per scena baciano un altro che magari non le piace, e non tradiscono mica il marito.” Rispose Federico che senza rendersene conto e ne volerlo faceva il gioco di Lea convincendo Valentina.

“Si ma a me non mi va di baciare Dracu...mi fa senso, mi disgusta, non mi piace quel ragazzo ...” “Ma se ti sorride sempre… e poi ti abbracciava nel bacio e anche tu lo hai fatto.” Aggiunse scherzando Federico.

“Può sorridere fin che vuole, ma non lo bacerò mai più! Mi dà fastidio anche solo la sua presenza. E per quanto riguarda il bacio era solo scenico. “Ribatté seria.

“Vedi che ho ragione io amore ...” Rispose Federico prendendola per mano.” Lo stesso è stato per me con Irina. Io credo che non ci sia nulla di male in un bacio scenico anche se passionale e penso che dobbiamo essere noi a cambiare mentalità. Dobbiamo almeno provare, essere più aperti mentalmente, sforzarci, perché sappiamo che nel mondo dello spettacolo è tutto diverso. Quello che per noi è peccato e immorale, in quell’ambiente è la normalità. Io dico che dobbiamo sforzarci e provare senza pregiudizi a essere come loro.” Fece una pausa e riprese. “E poi mi sembra che esageri con Dracu , forse preferisci baciare Oluwa ?” Disse scherzando e ridendo stringendola a sé. “Stupid...” Rispose in dialetto milanese: “Per l’amur de Dì, con un negher mai! (Per l’amore di Dio con un negro mai!)” Esclamò d’istinto facendo anche una smorfia di ripugnanza con il viso. Poi stringendosi a lui, come se avesse cambiato idea mormorò: “Ma dobbiamo andarci per forza Fede!?… Non possiamo passare i pomeriggi in altro modo? Andare in piscina?”

“Cosa ti succede amore? Eri tanto entusiasta e ora non ti va più?”

“No.…Non è che non mi va più, ma si compiono cose che non sono abituata a fare, fuori dalla nostra educazione, come quando dice che dovremo anche spogliarci…”

“Ma sono cose che fan tutti nello spettacolo, nel cinema, nel teatro, alla televisione e poi hai sentito anche tu, ti metti la maschera che ti protegge psicologicamente.”

“Si la maschera…però loro mi vedono e sanno che sono io, che sotto la maschera c’è Valentina…”

“Loro chi?”

“Quei due, il rom e il negher ...”

“Dracu e Olu?”

“Si! Mi mettono a disagio.”

“Ma dai amur!! È solo un modo per passare l’estate e divertirci…impariamo a recitare e possiamo anche sfondare se ci va bene e guadagnare un po' di soldi da noi, per noi senza bisogno dei nostri genitori. La signora Lea è ottimista su noi due, dice che riusciremo e poi anche se ti vedono quei due, si faranno delle seghe … se la sognano una ragazza come te!” Affermò ridendo.

“Stupido …! “Ripeté ancora Valentina lusingata però dalla battuta.

“Dai vedrai che vincerai la tua timidezza e poi ci sono io!” Aggiunse abbracciandola e baciandosi tutte e due, turbati di aver baciato entrambi per la prima volta nella loro vita un altro partner.

 

Il pomeriggio seguente erano tutti seduti attorno a Paolo il regista che spiegava. Piaceva a tutte e due quello che apprendevano erano esaltati, anche se Valentina era timorosa di certi aspetti della recitazione. A un certo punto parlando del pudore, dell’esibizione e del mostrarsi al pubblico sia vestite che mezze nude il regista disse: “Bisogna saper lasciare da parte il pudore. Sapersi spogliare sul set. Imparare i trucchi, l’erotismo, diventare provocanti, specie se si è una bella ragazza, perché è quello che conquista il pubblico insieme alla recitazione e al canto, l’esibirsi e il mostrarsi. Si può essere erotiche anche vestite, ma bisogna saperlo essere anche nude se occorre.” Fece una pausa e proseguì mentre Valentina ascoltava. “Ci sono due metodiche per vincere il pudore e la moralità che ognuno di noi all’inizio ha dentro di sé, specialmente le donne. Due scuole di pensiero. La prima è avere il coraggio di recitare ed esibirsi senza nulla addosso, mostrarsi nudi per vincere la vergogna, il timore a viso scoperto. La seconda è mostrarsi nudi ma indossando delle mascherine e delle parrucche per non essere riconosciute, che su di noi hanno l’effetto psicologico di nasconderci, di renderci partecipi senza timore di essere riconosciuti e di essere pudici. “Aggiungendo: “Anche se è un po'come fare lo struzzo, nascondere la testa e lasciare tutto il resto scoperto.” E rise. Fece una pausa e camminando e gesticolando mentre spiegava proseguì: “Un metodo sperimentale di prova e di lavoro è spogliarsi tutti nudi e restare fermi a parlare tra voi.” E senza aspettare risposte esclamò: “Proviamo! Chi vuole metta una maschera sul viso e spogliatevi tutti nudi! “

Mentre una inserviente arrivava con un grosso cestone di maschere sia intere che a metà viso prese nel camerino delle spogliarelliste ed entraîneuse, le stesse che un anno prima aveva messo anche Roberta la mamma di Federico.

Nonostante i buoni propositi e l’intenzione di adeguarsi, c’era sconcerto tra Valentina e Federico, erano culturalmente lontano a quelle cose anche se come diceva il sig. Paolo facevano parte della disinibizione psicologica.

“Ma io non lo faccio! Mi vergogno!” Sussurrò Valentina imbarazzata all’orecchio di Federico. Lui più possibilista replicò: “Ma dai mettiamo la maschera e sarà come non essere noi!”

“Ma non ti vergogni tu?” Chiese scandalizzata.

“No!” Rispose Federico:” Di cosa ti devi vergognare?”

“Di quei due che guardano, Dracu e Olu, che anche se mascherata sanno che sono io...”

“Ma dai Vale…!!!” Esclamò lui:" ...Anche le loro ragazze saranno nude."

Poco distante Lea avvertendo l'esitazione e imbarazzo di Valentina si avvicinò alle spalle e mettendole le mani sopra sorridendo le esclamò: “Su bellina! Non mi dirai che non vuoi? Siete tutti ragazzi della stessa età che state imparando a recitare e a esibirsi e ci state riuscendo...”

“Ma...ma ... io non ho mai fatto queste cose signora Lea, mi vergogno…” Disse quasi balbettando Valentina. “Non finì la frase che Lea prendendone una per lei dalla cesta, allungò l’elastico mettendoglielo intorno i capelli e la maschera sul capo, pronta per essere tirata giù sul viso, mormorando in modo quasi autoritario: “Su...su!! Prova dai! Non deludermi bellina. “

“Ma...” Replicò ancora Valentina vedendo Federico già nell’intento di spogliarsi senza maschera assieme agli altri ragazzi e ragazze, avvertendo le mani di Lea che già le sbottonavano la camicetta. Subito tirò giù la maschera e accettò di spogliarsi visto che lo stavano facendo tutti, anche le ragazze. Lea vicina a lei l’aiutò a togliersi la camicetta lasciandola in reggiseno bianco ricamato, ma poi proseguì da sola a rimuovere il resto. Abbassò i jeans e sedendosi sulla poltroncina tirò giù e mise la maschera sul viso, un piede alla volta li sfilò restando in mutandine e reggiseno e voltandosi vide il culo nudo di Irina molto più formoso del suo, piegata che si toglieva i sandali.

Esitò ancora. Tolta la camicetta e i pantaloni sentì dire: “Su bellina ...togli il resto...” La sollecitava Lea dietro lei. Era l’ultima, gli altri erano già quasi tutti nudi, compreso Federico che si era adeguato subito con la maschera ancora sui capelli e non sul viso e aspettava che lei facesse lo stesso. Ma il suo pudore prevaleva su di Valentina.

“Dai amore!! Non vergognarti è come un gioco...” Sussurrò Federico. E sollecitata da più parti continuò a svestirsi mettendo gli indumenti uno dietro l’altro sulla poltroncina dov’era seduta, con Lea dietro lei che la osservava spogliarsi. Portando le sue esili braccia pallide dietro la schiena, come un’adulta sganciò il piccolo reggiseno che le copriva appena il seno da poco sbocciato in tutta la sua bellezza ed eroticità giovanile, da ninfetta e lo posò sulla poltroncina assieme ai jeans e la camicetta. Subito ripiegò le coppe una dentro all’altra, mostrando involontariamente le sue giovani mammelle ben formate, rotonde e sode con due capezzoli rosa proporzionati ad esse e sporgenti in fuori. Prima di togliere lo slip esitò vergognandosi e si guardò attorno, osservo gli altri ormai completamente nudi, compreso Federico e tirò giù lo slip, che come il reggiseno era classico, di cotone, da ragazza per bene, senza disegni particolari o trasparenze erotiche, ma di buona fattura. Chinandosi lo portò alle caviglie e poi un piede alla volta lo tolse in quella posizione piegata, mostrando involontariamente il suo bel culetto pallido a loro che aspettavano e a Lea che la osservava. Lasciò sul polso solo l’orologio e al collo la catenina d’oro regalatole da sua nonna, con la croce e la medaglietta della santa che la proteggesse. Era nuda, con il suo seno ancora acerbo appena fiorito e il bellissimo culetto pallido con il segno del costume da bagno, piccolo, sodo e perfetto, che sembrava scolpito nel marmo, su due gambe lunghe e affusolate. Restata nuda mostrava e si poteva osservare la sua fighetta pelosa, rigogliosa come un cespuglio in fiore, come quella che hanno tutte le diciottenni e si mostrava alta alla congiuntura delle gambe. Appariva diversa da quella di Irina e Roxana che si mostravano depilate e volgari, la figa di Valentina con il cespuglietto bruno sembrava poesia.

Senza volerlo aveva eccitato tutti i maschi presenti, tranne il suo fidanzato Federico, che forse abituato a vederla nell’intimità, non sapeva valorizzare il patrimonio sensuale e carnale che aveva la sua fidanzata Valentina e come uno sciocco sorrideva. Lei vedendo gli sguardi di tutti sul suo corpo, si coprì subito d’istinto, con la mano il sesso peloso e con l’altra e l’avambraccio lo mise orizzontale sul torace a nascondere il giovane seno. Nonostante la maschera che la faceva sudare, sotto di essa era piena di vergogna e rossa in viso, tanto da sentire la pelle calda.

“Ecco bravi !!” Esclamò Paolo il regista vedendo finalmente anche lei nuda:” Ora venite tutti qui e disponetevi a cerchio in modo che ognuno di voi possa osservare gli altri e guardatevi. E così fecero, si misero tutti intorno a lui. L’unica che aveva la maschera era Valentina. Federico l'aveva ma la teneva sul capo. Le altre ragazze erano spigliate, non si vergognavano e ridevano tra loro, non avevano messo la maschera, o meglio Roxana per fare un po' di scena la indossò, ma poco dopo la tolse, mostrando a Valentina che li si era tutti uguali e liberi e non si ci doveva né nascondere né vergognarsi. Lo stesso i ragazzi, Dracu e Oluwo. Dracu nudo con il suo cazzo penzolante la guardava, le scrutava il corpo fissandola nelle parti intime che nascondeva con la mano tenendo le gambe strette e lui le sorrideva imbarazzandola di più. Anche Federico era nudo, ma non indossò la maschera, la lasciò sul capo lasciando il viso scoperto. Il cazzo più grosso era quello scuro di Oluwo, poi c’era quello di Dracu ben dotato e infine quello di Federico, molto più piccolo degli altri due.

Quando furono tutti fermi distanziati di un metro uno dall’altra e disposti a semicerchio davanti al regista, lei oltre essere l’unica con la maschera sul viso era anche quella che cercava di coprirsi.

“Valentina tu sei l’unica con la maschera, dovresti toglierla per rispetto anche ai tuoi compagni. Prendi esempio dal tuo fidanzato!” Esclamò Lea austera avvicinandosi e apparendo dal semibuio della sala. Presa alla sprovvista balbettò qualcosa con voce sorda che faticava ad uscire coperta dalla maschera stessa sul viso.

“Ma io!! ...Io non so!!... mi vergogno…” Mormorò. Ma in quel momento Lea alle sue spalle, si avvicinò di più e sorridendo e accarezzandole la schiena disse con voce suadente ma decisa: “Su bellina!... Toglila...siete tutti e sei nudi e a viso scoperto. Vedrai che passato il primo momento di disagio non ci farai più caso e lentamente ti sentirai a tuo agio nuda davanti a loro.” E così dicendo, senza chiederle nulla, prese la maschera sul volto di Valentina e tirandola su gliela sfilò dal capo togliendole l'elastico dai capelli, mentre lei sorpresa da quell’atto e in preda della soggezione verso Lea era incapace di reagire. Sempre più imbarazzata e incapace di dissentire, la lasciò fare, dimostrando la sua predisposizione alla passività e all’arrendevolezza, che Lea avrebbe sfruttato molto bene a suo vantaggio in futuro trasformandola in sottomissione.

Appena tolta, sentì l’aria fresca sul suo viso sudato e arrossato dalla vergogna. Si leggeva sul volto il pudore e l’imbarazzo di essere lì, nuda tra loro e questo infervorava di più i maschi presenti che cominciavano a mostrare la loro virilità aumentando di volume il loro cazzo pendente, iniziando a sentirlo muovere autonomamente sotto gli impulsi della visione di Valentina nuda. Meno che Federico che pareva indifferente a tanta sensualità della sua ragazza non le sortiva alcun effetto. Lei si sentiva goffa, nuda, con il suo corpo diafano come quello delle giovani Valchirie della mitologia nordica, non sapeva di essere ripresa dalla telecamera del locale.

“Bene!” Esclamò il regista vedendoli tutti completamente nudi:” Ora mani lungo i fianchi e imparate a osservarvi per cinque minuti in silenzio. Vi potete guardare attentamente il corpo e le sue parti e anche il viso, gli occhi, far vedere le vostre espressioni, emozioni e turbamenti.

 Ma ora proseguiamo!” Terminò. Mentre Lea con la maschera di Valentina in mano, di spalle scompariva nuovamente verso la semioscurità ai margini della sala. Per ultima forzandosi seppur controvoglia anche Valentina mise le braccia lungo i fianchi, togliendo non senza imbarazzo ed esitazione la mano dal sesso e l’avambraccio sul seno, restando anch’ella completamente nuda davanti a loro.

Guardò le altre ragazze nude di fianco e quasi di fronte a lei e restò colpita oltre che dalla loro disinvoltura e sicurezza a mostrarsi nude, anche per come si ponevano, e che al contrario di lei che aveva la sua bella fighetta pelosa, coperta con peli bruni rigogliosi, loro ce l’avevano completamente depilata. Tanto da mostrare la linea centrale verticale della vulva dischiusa, che restava leggermente aperta per i rapporti sessuali avuti nel loro lavoro e che si perdeva tra le grandi e piccole labbra vaginali e voluminose. Come in quello di Dracu, notò dei tatuaggi sui loro corpi; farfalle, fiori e cuoricini, ma uno sul seno uguale ad entrambe la colpì, era una erre gotica rossa e non ne capiva il motivo, non sapeva che era il tatuaggio da scuderia delle puttane di Rocco e che presto anche lei l'avrebbe avuto; mentre lei era senza.                                                                                                   Poi voltò il viso e guardò i maschi Dracu e Oluwo e con lo sguardo vergognandosi scese giù fino al loro sesso e vide quello di Dracu, semi pendente e tutto scappellato, molto più grosso e lungo di quello di Federico vicino a lui, che in confronto sembrava piccolo. E alzando il viso incrociò lo sguardo di Dracu che la osservava con libidine e le sorrideva malizioso perché lei gli guardava il sesso semiduro mentre lui scrutava la sua fighetta e il suo seno con i capezzoli involontariamente turgidi per la tensione e il turbamento.

Con il suo viso angelico Valentina si voltò subito dall’altra parte indignata, turbata dalla vista del cazzo di Dracu e dal suo sguardo lussurioso su di lei, girando il capo di scatto per non osservarlo, ma in tempo per vedere che anche lui aveva tatuaggi sulle braccia e varie parti del corpo insieme ad alcune piccole cicatrici sparse, frutto di pestaggi giovanili. Lo stesso vide il cazzo di Oluwo, nero e lungo da fare impressione, pendergli davanti, mentre lui osservava oltre che a lei, anche le altre due ragazze rumene e lo stesso faceva Federico, che guardava Irina e Roxana nude, incrociando casualmente lo sguardo irritato di Valentina.                                      

Lei invece rivolse lo sguardo ancora verso Irina, il suo corpo, i suoi fianchi che anche se non lo erano, vedeva più belli dei suoi e provava per lei una forma di invidia per il suo seno più prosperoso, perché si era accorta che piaceva a Federico, e sentiva una condizione di soggezione perché la riteneva più bella ed esperta di lei. Le dava fastidio che la guardassero nuda e anche che il suo fidanzato Federico osservasse le nudità delle altre ….

Riguardò Dracu che non gli staccava gli occhi da addosso e la scrutava insistentemente con la forza del pensiero, cosa che si può fare solo a 18 o 20 anni. Osservandola faceva muovere il cazzo dando colpetti di contrazione alla zona genitale e all’asta, facendola dondolare davanti a lui, alzare un poco e abbassare, in una fase di eccitazione- erezione… nel vederla e averla davanti nuda, e in quel modo gli faceva capire che la voleva corteggiandola sessualmente. Guardandola posizionava le labbra unite e le stringeva in modo da inviarle un bacio, ma non lo faceva perché doveva essere educato. Vedere quel pene di Dracu che dondolava, si alzava e abbassava da solo senza toccarlo mentre guardava lei, la turbava enormemente al limite dell’eccitamento, e la metteva in imbarazzo e disagio facendola sentire strana.

Ricordava quel bacio non voluto di Dracu e la sua lingua calda e viscida e si sentiva agitata. Passati alcuni minuti il regista disse: “Ecco ora avvicinatevi e fate finta di nulla, come se fosse vestiti, gesticolate, parlate e scambiatevi qualche frase.”

Prima che potesse rendersi conto di quello che aveva detto, Irina si avvicinò a Federico e Dracu a lei. Valentina era imbarazzatissima a disagio e rossa in viso e non lo guardava mai negli occhi neppure quando si parlavano, e si accorse che lui la stava corteggiando in quella situazione di nudità e provava vergogna ed eccitazione. E vedendo che Federico continuava a parlare tranquillamente con Irina e Oluwo con Roxana, un po' per non essere da meno, un po' per far ingelosire Federico, si mise a chiacchierare con Dracu che le disse:” Sei bellissima!” “Gra…gra…zie…e.…” Balbettò lei mentre con la coda dell’occhio continuava a osservare Il suo fidanzato con Irina che chiacchieravano sorridendo e ridendo. “Mi sei piaciuta subito da quando ti ho vista!” Disse sfacciatamente sottovoce Dracu per non farsi sentire da Federico. “Grazie, ma io sono già fidanzata!” Rispose ingenua e determinata con un certo fastidio. “Lo so! Che sei la sua fidanzata, ma non ti ho mica chiesto di sposarmi ...” Ribatté ridendo: “... ho solo detto la verità, che sei bellissima e mi piaci molto.”

Valentina nuda, turbata e imbarazzata da quelle parole non sapeva cosa dire e fare, non voleva il suo corteggiamento né la sua amicizia, avrebbe voluto mandarlo via ma allo stesso tempo voleva far ingelosire Federico e senza pensarci involontariamente passandosi nervosa la mano sui capelli continuò a chiacchierare mostrando il seno che sentendoselo guardato si coprì subito accompagnato dal sorriso di Dracu.

 Si guardò ancora attorno e vide Federico parlare sempre con Irina. E lei ritornò a parlare con Dracu davanti a loro. Le tremavano le gambe e le mani dalla tensione, avrebbe voluto non essere in quella situazione, ma oramai… Era nuda davanti a un ragazzo rumeno che detestava, anch’egli nudo che gli manifestava il suo desiderio sessuale per lei, facendo oscillare a colpi di erezione il suo pene che aumentava sempre più di volume… ed era più grosso di quello di Federico, che poco distante lo aveva pendente e piccolo. Pensava se l’avessero saputa i suoi genitori in quella situazione...gli amici. Aveva deciso di vestirsi, quando sentì dire: “Bene ora disponetevi di nuovo in cerchio, salutatevi e potete rivestirvi. La prova è finita e penso sia stata positiva e disinebitiva per tutti.” Tirò un respiro di sollievo e accolse con senso di liberazione quella esclamazione e fu la prima ad accorrere sulla sua sedia a prendere mutandine e reggiseno per rivestirsi in fretta. Quell’essere nuda davanti a Dracu anch’egli nudo dopo che l’aveva anche baciata, l’aveva turbata enormemente.

Al termine di quella lezione andarono via e tornarono entrambi eccitati a casa di Federico, vuota perché sua madre Roberta incinta era a riposare in montagna con il marito, ed eccitati entrambi fecero l’amore sul suo letto matrimoniale, amandosi carnalmente, ma pensando ognuno in quell’atto lussurioso e sessuali ai loro partner di recitazione.

Ormai erano passati 15 giorni dall’inizio delle lezioni e si era quasi a luglio e Lea d’accordo con Rocco li considerava pronti a proseguire la nuova fase del loro piano perverso e diabolico. Si era resa conto che si amavano molto, quindi niente balletti o esibizioni sul palco del locale per traviarli, almeno per ora, ma era pronta per fare la sua proposta per circuire e ingannare quei due giovani fidanzatini.

Ma che proposta aveva in mente di fare a quei due ragazzini innamorati?

 

 

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